Valentina Casesa, Orior

“Se qualcuno pensa che io abbia deciso di realizzare un disco, si sbaglia. Tecnicamente ho solo iniziato ad unire dei punti, situati in varie parti del tempo e del globo terrestre, per cercarne come un’essenza comune. Non è facile viaggiare costantemente, prendere aerei, fare bagagli, magari hai anche lavoro, casa, famiglia, devi vivere in qualche modo. Ma nulla ti vieta di viaggiare resistendo, anche ad occhi aperti, sentire gli odori dei luoghi in cui sei, fotografarne i colori”. Nasce così un nuovo album pianistico di Almendra Music, ancora una volta da percorsi, da geografie umane e artistiche, da sensazioni tradotte in musica e offerte all’immaginazione e alla sensibilità dell’ascoltatore: è Orior, debutto discografico di Valentina Casesa. Orior è composto da cinque brani: una sorta di piccolo scrigno “modern classical” che Valentina ha sigillato prima di partire per questa avventura discografica che la vedrà tornare in studio per il suo album di lunga durata nel 2017. Ciononostante, Orior è un’opera di significativa meditazione sul suono e sul suo significato più profondo, prendendo per mano l’ascoltatore: “La ricerca di “essenza del suono” è stata la estrema concentrazione sulla vita del suono e sulle sue trasformazioni, per ogni brano, per ogni singola frase musicale, ogni nota, ogni singolo respiro, la trasformazione degli armonici in altri armonici, anche con l’uso del pedale come ulteriore e specifico strumento all’interno del pianoforte. Mi è piaciuta molto l’idea – prima con la registrazione in presa diretta e poi col missaggio – di sentire ogni suono vivo, presente, e di portare l’ascoltatore dentro il suono avvolto dallo stesso, come se il mio suono fosse una calda coperta in una fredda sera d’inverno”.

(Almendra Music)

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