FEDLTA’ DEL SUONO n. 259 – luglio 2017

Elogio della follia…

 

SALLY

 

Sally cammina per la strada senza nemmeno

guardare per terra

Sally è una donna che non ha più voglia

di fare la guerra

Sally ha patito troppo

Sally ha già visto che cosa

ti può crollare addosso

Sally è già stata punita

per ogni sua distrazione, debolezza

per ogni candida carezza

tanto per non sentire l’amarezza

 

Senti che fuori piove

senti che bel rumore

 

Sally cammina per la strada sicura

senza pensare a niente

ormai guarda la gente

con aria indifferente

sono lontani quei momenti

quando uno sguardo provocava turbamenti

quando la vita era più facile

e si potevano mangiare anche le fragole

perché la vita è un brivido che vola via

è tutto un equilibrio sopra la follia

sopra la follia

 

Senti che fuori piove

senti che bel rumore

 

Ma forse Sally è proprio questo il senso, il senso

del tuo vagare

forse davvero ci si deve sentire

alla fine un po’ male

forse alla fine di questa triste storia

qualcuno troverà il coraggio

per affrontare i sensi di colpa

e cancellarli da questo viaggio

per vivere davvero ogni momento

con ogni suo turbamento

e come se fosse l’ultimo

 

Sally cammina per la strada leggera

ormai è sera

si accendono le luci dei lampioni

tutta la gente corre a casa davanti alle televisioni

ed un pensiero le passa per la testa

forse la vita non è stata tutta persa

forse qualcosa s’è salvato

forse davvero non è stato poi tutto sbagliato

forse era giusto così

forse ma forse ma si

Cosa vuoi che ti dica io?

senti che bel rumore

 

Vasco Rossi (Nessun pericolo… per te – 1996)

Compositori: Tullio Ferro / Vasco Rossi

 

 

Cinque giorni fa abbiamo deciso di fare una FOLLIA. Abbiamo comprato due biglietti per Modena Park e siamo partiti per vivere un sogno insieme ad altre 220.000 persone.

Un concerto dopo Manchester? Dopo Torino?

Ma che cosa dice la testa di 220.000 persone?

Che cosa spinge così tante persone di tutte le età (c’erano dagli adolescenti agli ultrasettantenni) a muoversi da tutta Italia per recarsi a Modena, il 1 luglio con un caldo pazzesco, contro ogni logica che direbbe invece di starsene a casa, comodamente affondati nel proprio divano?

Io che ero lì e che mi sono fatto 24 ore di viaggio-concerto-viaggio per poi tornare qui, in redazione, a chiudere FDS e CHF, mi sono chiesto: PERCHÉ?

 

Dopo averlo visto nel 1987 a Terni, essere stato presente a Fronte del Palco a Milano nel 1990, averlo visto ancora a Terni nel 2005, mi sembrava quasi un dovere ringraziarlo per questi 30 anni di frequentazione canora.

E poi scopri che non è solo questo, non c’è solo la voglia di vivere un momento magico come è OGNI CONCERTO, ma c’è anche la voglia di non arrendersi, non darla vinta a chi ci vorrebbe a casa, chiusi nelle nostre finte sicurezze.

Il terrorismo di cui parlavamo soltanto un mese fa, si somma alla stupidità delle persone e alla inettitudine di alcuni nostri governanti (basti vedere cosa è successo a Torino per vedere una partita di calcio davanti ai maxischermi!), per creare un mix pericoloso che vuole solo spaventarci, vuole cercare di cambiare subdolamente le nostre abitudini. E invece bisogna dire NO.

Bisogna ribellarsi alla paura e alla noia.

Dobbiamo comprendere che una vita vissuta senza PASSIONI è una vita SPRECATA.

 

E allora viva la follia di alcuni piccoli gesti, viva la follia di chi durante il concerto rimane in reggiseno con su scritto FAMMI GODERE e poi lo getta sul palco, come facevano le loro mamme (e forse anche alcune loro nonne!) anni fa in piena rivoluzione giovanile.

Viva la follia di chi non si accontenta, di chi dice no, di chi ad un certo punto della sua vita decide che è ora di vincere quella partita a biliardo contro l’Onorevole Direttore Cavaliere Conte Diego Catellani per non vedere ancora gli occhi spenti di sua moglie che assiste impietrita alla propria umiliazione.

Chi di noi non è stato Fantozzi per una volta nella propria vita?

Chi di noi non avrebbe voluto GRIDARE almeno una volta nella vita al professor Guidobaldo Maria Riccardelli di turno: “Per me la corazzata Kotiomkin è una cagata pazzesca!”.

 

Non dobbiamo mai smettere di sognare, mai smettere di cedere alle nostre passioni, mai pensare “non è possibile”, mai accettare il nostro destino senza tentare di cambiarlo…

Perché, come dice il Komandante: “la vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia”.

 

Scrivetemi (abassanelli@fedeltadelsuono.net) quali sono le vostre passioni, quali sono i concerti che avreste voluto vedere e quali quelli che vorreste vedere nel prossimo futuro.

 

Grazie Vasco per le emozioni che continui a regalarci e un saluto al Rag. Fantozzi che ci ha ricordato che, anche le merdacce, se vogliono, possono vincere ogni partita!

 

Buona musica e avanti tutta!

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