Not Official San Valentino 2013, musica e teatro indipendenti, invece dei soliti cioccolatini…

La II Edizione del Not Official San Valentino è alle porte. Eventi indipendenti che andranno in scena a Terni dal 13 Febbraio al 12 Marzo: un San Valentino “indipendente”, un mese di musica e teatro nella città che ha per patrono il protettore degli innamorati. L’Umbria Music Commission, per il secondo anno, propone un cartellone di appuntamenti autogestiti intorno, e oltre, alla celeberrima e celebrata festa.

GRAZIANI CANTA GRAZIANI:  Filippo Graziani – Viaggi e Intemperie Tour
13 Febbraio ore 21:30 – Auditorium Gazzoli
“Ivan Graziani era un cantautore che non annoiava e al contempo un rocker che non scriveva testi tanto per scriverli. Refrattario alle catalogazioni, selvaggiamente libero. Così originale, e geniale, che in troppi lo hanno dimenticato. Forse perché non era banale. Forse perché era troppo avanti. Forse perché siamo in Italia e funziona così. Ricordarlo è un dovere, ma occorre saperlo fare. Filippo Graziani lo sa fare. Un figlio che canta il padre può suscitare malinconia o reiterare una magia. La seconda che ho detto. Un’atmosfera dichiaratamente rock, che sarebbe piaciuta a Ivan e che ben fotografa l’impostazione felicemente anglosassone di Filippo. Viaggi & intemperie riverbera piccoli capolavori. Monna Lisa, Pigro, Taglia la testa al gallo, Agnese, Lugano addio, Paolina, Signora bionda dei ciliegi. Rispolvera brani poco conosciuti, come Gabriele D’Annunzio e Il topo nel formaggio. Si apre con una canzone che basterebbe a giustificare una carriera intera, Fuoco nella collina, e ne lascia per strade altre. Ma tutto non si può cantare: non in una sera soltanto, almeno. Che lo si incontri a teatro o nelle piazze, Viaggi & Intemperie è uno dei migliori tour italiani degli ultimi anni.”
(Andrea Scanzi)

NOBRAINO-BANDNOBRAINO IN CONCERTO Open Act OUTBACK
14 Febbraio ore 22:30 – Queency
Conosciuti per i live adrenalinici e fuori dagli schemi, i Nobraino sommano a una sana dose di fisicità che il palcoscenico fa fatica a contenere, un’uguale quantità di cinico rock d’autore. Deformazioni sarcastiche inscatolate in una sghemba lirica contemporanea sono il loro marchiodi fabbrica. Con l’uscita di “No Usa! No UK!” nell’aprile del 2010, grazie anche a un fitto passaparola e ai tanti concerti, i quattro si sono guadagnati il titolo di band rivelazione del panorama indipendente italiano. Negli anni i Nobraino hanno accumulato premi importanti come il Demo Rai, il Sele D’oro, e tanti successi culminati con le apparizioni televisive nel salotto televisivo di Serena Dandini Parla con me su Rai Tre. Nel settembre 2011 si sono aggiudicati al Supersound di Faenza il premio speciale MEI “Miglior Tour dell’anno”, insieme al Premio XL La Repubblica “Nuova Musica Italiana”. Nel novembre 2011 i Nobraino si sono esibiti al Teatro Ariston di Sanremo ospiti del Premio Tenco 2011 e sul palco del Concertone del Primo Maggio 2012.

PETRAMANTE + SALUTI DA SATURNO
19 Febbraio ore 21:30 – Auditorium Gazzoli
Il multistrumentista romagnolo Mirco Mariani debutta a nome Saluti Da Saturno con “Parlare con Anna” (Goodfellas, 2009), ma in realtà si nasconde dietro un arsenale di arrangiamento vintage, e soprattutto dietro voci altrui, Roberto Greggi e Vinicio Capossela, patrocinatore del progetto. Stilisticamente “Parlare con Anna” ha uno spettro di calligrafie che spazia dall’import delle sonorità più struggenti e barocche degli Eels (l’intermezzo di “Ballata Appassionata”, “Come le Foglie”, la toccata per piano di “Luce”), al pop alla Baustelle della title track, alle canzoni scritte con e per lo stesso Capossela (“Letami”, “Casa”, e il tango di “Di Profumo e di Pietre Scure” a dare un tono più colto), a serenate exotica-lounge alla Caetano Veloso (“Riverenza”, “Un Fiore Che Riposa” e “Discese Tulipano”), persino alle sculture di suono (la coda della stessa “Luce”).
Il nuovo “Valdazze” con cui debutta anche al canto e si emancipa da Capossela, offre la medesima impostazione ma si permette qualche svarione in più: l’intro pagliaccesca di “La Giostra Meccanica”, le dolenti serenate di Paolo Conte volte a filastrocca leggera in “Tra Noi”, il mambo carioca di retroguardia alla Edoardo Vianello della title track, il grandioso arrangiamento elettronico – con un motivo depresso che ci vaga in mezzo – di “Cinema”, il quadretto strumentale di “Hoptigan nella Nebbia”. Mariani procede di citazione in citazione, concentrandosi sui cantori maledetti ma epurandone la nevrosi. “L’Ultimo Giorno d’Estate” incrocia il preziosismo dei tardi Eels, le rime di Fabrizio De Andrè e una melodia natalizia, ma la canzone funziona più per l’insieme che per le parti, una semplice ninnananna soffusa. “Afa” suona come uno stomp stralunato con liriche à la Italo Calvino e orchestrazione amplificata, mentre il caldo pianismo di “Lontano” si fregia di un semplice venticello delle tastiere. Fa capolino Tom Waits nel tango acustico di “Frammenti di Notte”, con due-tocchi-due di archi, nell’andamento ballad di “L’Amore Ritrovato”, e – sulla falsariga – in “Hotel Miramare”, ma con melodia timida e umore leggiadro. Perfettamente analoga è la raffinatezza del jazz da camera di “Bianco Divano”. Infrequente caso di scrittura anti-egocentrica da parte di un autore che pensa le canzoni anche per le voci altrui, mentre lui scrive e “dirige” l’accompagnamento, un modus operandi che non si sentiva da decenni (e non solo in Italia) con un sottotitolo inappuntabile, “Flexible Orchestra Pianobar Futuristico Elettromeccanico”. Dalla sommatoria tra passione per gli strumenti creativi (Ondes Martenot, glassarmonica, pianoforte a cristallo, teste di moro, cristallarmonio, etc.) o addirittura archeologici (il glorioso sintetizzatore Ondioline), o per quelli meno usuali (la sega elettrificata) e l’influenza più o meno diretta delle musiche popolari e delle sagre paesane, risulta un disco – il secondo e più compatto – che tralascia l’ironia in favore del vecchiume favolistico. Ha però una disparità tra orchestrazioni fantasiose e melodie poverelle, talvolta sbozzate a malapena. “Valdazze” è il nome di una località nell’aretino, il fantasma dell’utopia “villaggio del cantante” paventata nei primi 60, muta metafora della crisi del belpaese.
(ondarock.it)
Petramante, band umbra che esordisce nel 2009 con l’album “E’ per mangiarti meglio”. Definiti spesso come canzone d’autore, rivelano anche una vena più feroce in un perfetto bilanciamento tra leggerezza e complessità. Ottime recensioni per il primo disco e un tour che tocca Italia, Germania, Austria e Sudamerica, su palchi condivisi tra gli altri con Subsonica, Bugo, Dente, Diaframma, Eugenio Bennato, Andrea Rivera, MauMau, Giorgio Canali. A casa loro si cena, si beve e si produce vino, si dipinge, si scrive, si girano i video delle canzoni e delle ricette culinarie che la band diffonde in rete sul proprio canale youtube. Il loro singolo “Implodo” é inserito nel catalogo multimediale “Io e l’altro”, uscito per Fonopoli con la supervisione artistica di Renato Zero. Nella primavera del 2012 rientrano in studio sotto la guida di Paolo Benvegnù: un momento importante che fa nascere undici nuove tracce grondanti sangue, lacrime e risate di cuore. In studio, al loro cantautorato personalissimo si uniscono inaspettati echi shoegazer e del capitolo meno elettronico di Bjork, come pure “La voce del padrone” di Battiato. Paolo scrive, canta, suona diversi strumenti, condivide con loro mesi di vita e il prezioso fonico Michele Pazzaglia. Notevole anche il contributo di Lorenzo Corti alla chitarra, Guglielmo Ridolfo Gagliano al violoncello e Laurence Cocchiara al violino. L’album uscirà a febbraio 2013 per MArteLabel.
(petramante.it)

http://www.notofficialsanvalentino.it/

 

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