Quale giradischi usa la libreria del Congresso di Washington ?

DNAUDIO ci accompagna, in una interessante visita all’interno della Libreria del Congresso di Washington DC, alla scoperta dell’enorme lavoro che lo staff della Libreria del Congresso ha sviluppato per  realizzare il progetto National Jukebox. I curatori, i project-manager, i tecnici del suono, gli specialisti in automazione ed i tecnici di registrazione hanno dato tutti una mano nel compimento di questa grandiosa impresa, mirata a salvare un patrimonio dal valore inestimabile. Questa opera è stata resa possibile anche grazie al supporto dei sistemi analogici Simon Yorke DesignsProfessional Archival Turntables” appositamente costruiti da Simon Yorke su richiesta  della Libreria del Congresso di Washington DC.
Ricordiamo ai lettori che Simon Yorke è l’unico costruttore in campo analogico che si fregia del titolo di fornitore esclusivo di sistemi analogici per la Biblioteca del Congresso. (http://loc.gov/jukebox/about)

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Qui un 78 giri in riproduzione all’interno dello studio di conservazione. Da notare l’ampia gamma di stili a disposizione.
La spazzola ed il liquido di pulitura servono per la pulizia dello stilo, quando necessaria. A causa della imprecisione della velocità e dell’ampiezza dei solchi che era comune all’epoca, la scelta dello stilo e della velocità di rotazione sono quanto di meglio è stato possibile stimare. Siccome i dischi che arrivano in studio sono ripartiti secondo la sequenza numerica della propria Casa Discografica, i dischi stessi possono quindi avere velocità ed ampiezza dei solchi abbastanza simili. In questo modo i tecnici iniziano con i parametri utilizzati nel precedente trasferimento per poi utilizzare le loro orecchie allenate e l’esperienza dello studio per determinare le modifiche necessarie. Nella foto un sistema analogico Simon Yorke Designs “Professional Archival Turntable” munito di base predisposta per accogliere due bracci.

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I tecnici utilizzano le lampade da ingrandimento per esaminare i solchi di ogni disco. Tutti questi dischi contengono la stessa registrazione (ovvero la stessa combinazione di ripresa e di matrice), ma solamente la copia migliore è scelta per essere digitalizzata.

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L’ultima operazione consiste nello scegliere lo stilo ottimale per la corretta digitalizzazione. Dopo l’ascolto con lo stilo iniziale il tecnico del suono prova altri stili di una misura superiore ed inferiore e stili di taglio diverso per verificare se la qualità di riproduzione si affina. L’obiettivo nella scelta dello stilo è quello di perseguire il maggior numero di informazioni minimizzando la distorsione. Questa operazione viene eseguita quando lo stilo legge la parte meno usurata del solco dove possono raccogliersi sporco e detriti minuscoli. L’età e la tecnologia di fabbricazione del disco sono fattori che possono influenzare la scelta della dimensione e del taglio dello stilo al fine di ottimizzarne le prestazioni.

Continua il tuo viaggio sul sito DNAUDIO www.dnaudio.it

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