MUSICA? SI,
GRAZIE… (FORZA VENITE GENTE!
In questo numero trovate la cronaca di quanto accaduto alla
quarta edizione della nostra rassegna “Percorsi Sonori”. Organizzarla è stato
uno sforzo enorme per noi, che, come continuo a sostenere, siamo una rivista e
non certo un’azienda organizzatrice di eventi.
Però si è trattato di uno sforzo talmente ben ripagato dal calore dei tanti
nostri lettori accorsi che quasi saremmo disposti a farne una al mese. Inoltre
grande conforto ci è venuto dalla presenza di numerose persone assolutamente
ignare dell’esistenza di un mondo come il nostro.
Attratte da una campagna pubblicitaria che manco fossimo
l’Apaf (il nostro Editore Andrea
Bassanelli, come al solito, ha strafatto comprando pagine
intere su tutti i quotidiani, locali e non…), si è assistito a una due giorni
non solo riuscita sotto il profilo logistico e organizzativo, ma soprattutto
sul piano delle relazioni fra noi autori della rivista, gli operatori, i
lettori e il pubblico più generalista. Grande speranza ho riposto nell’ormai
abituale apertura al mondo delle scuole medie e superiori che ogni anno
rivolgiamo agli Istituti della città. Vedere giovani virgulti, complessivamente
soddisfatti del loro telefonino e degli mp3 che il medesimo telefono consente
di ascoltare (se vogliamo, ahimé, usare il termine ascoltare per gli mp3…), con
le bocche spalancate e le orecchie affilate mi ha ridato il sorriso che avevo
perso da qualche tempo. Il nostro reale intento, con tutto il casino che
cerchiamo di fare in questo ambiente, è quello di condividere.
Condividere l’amore per la Musica e l’alta fedeltà a questa dedicata, e,
visto il livello culturale medio dei giovani d’oggi proprio riguardo alla
musica, provare ad accendere una lampadina, instillare un tarlo, creare dei seppur
minimi interrogativi in nuovi, futuribili, appassionati..
Personalmente mi danno l’anima ogni volta che posso aiutare qualcuno a scoprire
come migliorare la propria esistenza sul pianeta (perché a questo serve la Musica) consigliando un
disco o un sistema di riproduzione del medesimo. Cercando di non apparire mai
come un santone (non ho neanche il fisico, anche volendo), un iniziato o un
colto (cosa che non sono, anzi proprio per questo mi aspetto uguale trattamento
da chi ha ascoltato un disco o un apparecchio che io non ho mai avuto modo di
intercettare). È che farei la stessa cosa se qualcuno mi confidasse di mangiare
pizza tutti i santi giorni (ignorando magari l’esistenza del pollo arrosto, del
pesce o del formaggio).
Gli appassionati di musica e di apparecchi costruiti con
l’intento di abbattere quanti più tramiti tra questa e chi la ascolta, credo
siano in dovere (dovere morale, lo stesso dovere che ci porta a soccorrere
qualcuno che ci sviene davanti, per dire) di spargere il verbo della cultura
musicale. In un paese che non la insegna più neanche nelle scuole (un autentico
delitto cui nessuno, proprio nessuno, cerca di porre rimedio), la Musica deve poter
risorgere. Dobbiamo riuscire a far capire che la Musica che i nostri giovani
hanno molto spesso nel loro I-pod è solo un prodotto industriale come un altro,
senz’anima, senza contenuti e senza futuro. Ma dobbiamo farglielo capire per
contrasto. Con Mozart, con Miles Davis, con gli Yes, per fare tre nomi a caso.
In questo ci può essere di grande aiuto il fenomeno della cosiddetta musica
liquida che è ormai la norma per legioni di ragazzini, incrociando il loro
mondo con il nostro. Occorre continuare a portare i nostri impianti e i nostri
dischi in giro per il mondo, in più città possibili, organizzando eventi che
siano ibridati con altri settori merceologici: la presentazione di un nuovo
vino piemontese, dell’ultima spider di grido, del nuovo orologio svizzero ma
anche alle fiere di fumetti, al salone del ciclo e del motociclo, alla fiera
del fitness… per intercettare flussi di gente che mai, proprio mai, avrebbe
immaginato che esiste un intero mondo dedicato a… vivere meglio. Coinvolgere
persone di tutte le classi sociali, di tutti i redditi perché per ognuna di
loro c’è un suono, un impianto, un disco appropriato. Il fatto è che sono
ancora convinto che la Musica
possa salvare il mondo. Lasciatemelo credere ancora per un po’.
Jim Thiel ci ha lasciato proprio durante lo svolgimento
dell’ultimo Top Audio. Un pensiero va a tutta la sua famiglia.