EDITORIALE
di
Musica (Questa
sconosciuta)
Un
altro anno è passato, siamo a poche ore dal 2010. Se penso che vent’anni fa si immaginava che una data simile sarebbe stata sicuramente quella
di un futuro capace di stupirci con altissime tecnologie, viaggi interstellari
e contatto con gli alieni non mi pare quasi possibile l’esserci arrivat
Nel
frattempo, però,
Perché,
mi chiedo, deve passare per buono quel che buono non è? Per quale motivo
l’essere umano tende evidentemente, pigramente e indolentemente, a preferire il
farsi prendere per il fondoschiena dalle case discografiche, dai loro talent scout,
dalla televisione? Perché tutti quelli coinvolti nel business non tentano di proporre
qualcosa di almeno decente? Ma è proprio così certo che
È
accettabile che anche le radio e le televisioni statali, salvo qualche
encomiabile caso, non riescano a fare altro che celebrare il nulla dell'attuale
produzione discografica? In questo vuoto pneumatico dei mass
media generalisti in cui nessuno di quelli che decide contenuti e palinsesti sembra
più avere un minimo, ma proprio un minimo, di cultura musicale come possiamo
pensare di far avvicinare le persone all’ascolto domestico di qualità? Perché
uno dovrebbe mai spendere più di 200 euro per un compattone da grande
superficie commerciale? Per ascoltarci la compilation dei ragazzi di Amici? Per
ascoltare le incredibili composizioni urlate dalla più raccomandata del lotto? Mi
si spezza il cuore pensando a cosa ascoltano i giovani oggi, a cosa li aspetta
ogni volta che accendono la radio o la tv, a quel che c’è nelle play list dei
loro i-Pod…
Quale
deserto culturale, quale pochezza, quale sciatto modo di sprecare il proprio tempo.
Che tristezza vedere i Palasport pieni di giovani per assistere a concerti
costruiti a tavolino, pieni di brani senza alcun significato, senza nulla
dietro che non sia un'imbarazzante scenografia messa lì tanto per stupire con
qualcosa. Vedere l’Arena di Verona piena fino all’inverosimile, anche sotto la
pioggia battente, da gente che neanche immagina per un
secondo cosa sia passato su quel palco negli anni che furono, mi stringe
il cuore… Ma soprattutto penso al fatto che questi poveri ragazzi neanche si
rendono conto di essere nelle mani di gente senza scrupoli che li convince di
essere dei fichi perché stanno, esattamente, ascoltando la musica giusta del
momento. E loro ci credono, perché qualcuno che loro considerano autorevole (è
autorevole tutto quello che è o viene detto in TV…) gli presenta degli
autentici incapaci spacciandoli per artisti, per grandi artist
È
un fenomeno mondiale, non certo relegabile al nostro povero Paese. Ma è più
triste che ciò accada anche da noi, in Italia (!), dove sono fioriti i migliori
conservatori del mondo, dove sono state scritte fra le pagine più alte della
Musica del pianeta. A volte mi chiedo se in certi casi non sia effettivamente meglio
perseguire la più bassa fedeltà del suono possibile.
Le
tristi riflessioni di cui sopra, comunque, non mi impediscono di rivolgere ai
nostri lettori i migliori auguri per il periodo festivo che ci attende a
cavallo del Natale e del nuovo anno.
Auguro
a tutti di trovare la serenità e il tempo per ascoltare tanta buona Musica in famiglia,
in salute e in pace.