EDITORIALE
di Andrea Della Sala
Aria di primavera
(e pulizie di Pasqua)
Carissimi amici di Fedeltà del Suono, come avrete
già notato il vostro mensile di Musica, alta fedeltà e High End preferito è
cambiato. Il fatto è che non riusciamo a stare fermi.
L'intera redazione è affetta da una rara e perniciosa forma di ipercinetismo. Abbiamo voluto dare, anche graficamente, corpo
e visibilità a un rinnovato entusiasmo che porterà, nel futuro immediato, ad arricchire
di nuove rubriche e succulente iniziative il nostro prodotto editoriale. Per
fare questo abbiamo allargato le nostre consuete riunioni di redazione a tutti
i nostri collaboratori, dai grafici agli amministrativi, dai redattori musicali
a quelli tecnici, da qualunque parte d'Italia provenissero. Il risultato è
davanti ai vostri occhi. Ma non è
certo finita qui. Stiamo mettendo a fuoco
nuove idee, accogliendo nuovi collaboratori, immaginando la rivista che ognuno
di noi vorrebbe trovare ogni mese in edicola. Abbiamo, fra l'altro, svolto una
clamorosa opera di auto critica e, per così dire, di pulizia.
Ci siamo confrontati su quanto ritenevamo, sia in
termini di contenuti che di immagine, fosse da rivedere o da tagliare via come
un ramo secco. La cosa particolarmente toccante di queste riunioni di redazione
è stata la presenza costante, appassionata e fortemente propositiva dei
pilastri su cui si è sempre retta Fedeltà del Suono, di quelle persone che
questa rivista l’hanno immaginata sin dal primo numero, a tavolino con
Gianfranco Maria Binari (al quale va il più sentito dei grazie), nell'ormai lontano
1991. E ancor più entusiasmante è stato vedere come il pool dei “Senatori” si è
costruttivamente e fattivamente rapportato con i redattori più giovani.
Da noi il passaggio generazionale c'è stato,
eccome. Ma lo spirito dei primi numeri è ancora vivo e presente, altroché. Per
questo consentitemi di rivolgere un grazie sentito ai nostri Andio Morotti, Paolo Mattei, Cristiano Ubaldi,
Mauro Bragagna,
Bruno Re, Bruno Fazzini,
Francesco Peluso,
Antonio Scanferlato, Lorenzo Zen, per citare
alcuni fra i padri fondatori di Fedeltà del Suono e a Giacomo Pongelli, Giulio Salvioni,
Alberto Guerrini, per menzionare il nuovo che
avanza.
Come dimenticare poi quei collaboratori che, nel
tempo, hanno scelto di porre la loro autorevole firma sulle nostre pagine pur
provenendo da altre storiche e importanti testate come Paolo Aita, Roberto Rocchi, Fulvio Chiappetta. E come non menzionare l'apporto, determinante,
di Riccardo Mozzi
(molte novità riguarderanno proprio il suo operato su queste pagine), di Paolo Fontana, Valerio Maria Bonavia,
Paolo Di Marcoberardino. Insomma, basta dare
un'occhiata al nostro colophon, li ci sono i nomi di
tutti quanti hanno a cuore la nostra stessa passione e la riversano mese dopo
mese nelle pagine di questa rivista.
Tra questi impossibile non menzionare il lavoro
preciso, costante, autorevole e impeccabile di Pamela “Adolf” Mazzanti (senza la quale, senza i suoi teutonici senso del
dovere e capacità organizzativa, non riusciremmo a pubblicare neanche la lista
della spesa), dei nostri preziosi grafici Vincenzo “tatoo you” Cursale e Carmela Vasco,
di Leonardo Ciocca,
Daniele Bassanelli,
Sara Cesaretti,
Jessica Contili. Per
ultimo lascio Lui, il nostro Editore Andrea Bassanelli.
Senza la sua energia, il suo intuito e, perché no, il suo carattere -un incrocio fra un cucciolo di Labrador e una tigre (Panthera tigris)- non saremmo
nemmeno qui a scrivere, lavorare, giocare, ascoltare. Ad majora!