EDITORIALE

di Andrea Della Sala

 

E DOPO?

 

Non ci avevo pensato. Mina ha appena compiuto settant’anni. Non posso certo evitare di omaggiarla regalandole una delle nostre copertine.

Certo, deve dividersi fra un Leben e una Monitor Audio, accanto ai Massive Attack, ma non si dica mai che non abbiamo dato neanche una copertina a questo mito vivente della canzone italiana. Il fatto che mi opprime non poco è la situazione anagrafica di alcuni delle più grandi stelle della musica del secolo scorso. I miti del rock poi, o morivano giovanissimi o si incartapecoriscono come Keith Richards o Leonard Cohen. Insomma, non per ricondurre le esistenze umane alla logica del pallottoliere, ma cosa ne sarà dei miei miti fra dieci o vent’anni?

Come sarà Mick Jagger a ottantasette anni? E Mina a novanta? E potrò ancora inseguire Ivano Fossati in tour quando lui avrà ottant’anni e io, forse, sessanta? E quei gruppi, o ciò che di questi rimane, quegli artisti che, bene o male, ancora suonano in giro per il mondo tipo Blue Oyster Cult, Gong, Ac Dc, Black Sabbath, Van Halen, David Bowie dove saranno durante l’età della mia pensione? Come sarà David Bowie a ottantasei anni?

Per quanto ancora potrò attendere con ansia una sua uscita discografica? Ho paura di rimanere solo, ascoltando e riascoltando i soliti dischi (non importa se in forma liquida francamente), atterrito dal fatto di non avere assistito a nulla che sembrasse un ricambio generazionale da un certo punto in poi. Come evitare di morire di nostalgia?

Certo, abbiamo già perso Miles Davis, Herbert Von Karajan, Tim Buckley e Maria Callas, potrai farcela penserà qualcuno. Ma il problema è che, artisticamente parlando, certe mancanze venivano almeno parzialmente lenite dal resto del mondo che si dannava per partorire ogni anno decine di perle musicali declinate nei più disparati generi. Oggi, il vuoto è pneumatico.

Per questo cara Mina, ti prego, continua a darci con regolarità un tuo disco ogni anno. Fallo finché avrai fiato in gola, fallo per me.

Aiutami a diventare vecchio in buona compagnia.