EDITORIALE
di Andrea Della Sala
Long Live Rock and Roll
(goodbye, Ronnie...)
Ronald James Padovana, è uno di quelli che, nell’editoriale dello scorso numero, mi auguravo durassero per sempre. Invece, Ronnie James Dio è stato il primo delle grandi voci del rock e dell’hard rock a lasciare questo mondo.
Dio era nato a Portsmouth, nel New Hampshire, da genitori italiani. Un posto che ho invano battuto nella mia gioventù (apparentemente nel vano tentativo di imparare sul serio la lingua inglese) nella speranza di incontrarlo.
Mai visto.
E dire che dall’87 al ’92 di concerti meravigliosi, nell’area che va da Portsmouth fino a Boston e da Boston fino a Philadelphia, ne ho visti tanti. Gun’s and Roses, Metallica, Motley Crue, Ac/Dc, Whitesnake, Nightranger… e tanti altri ancora.
Ma un concerto di Ronnie James Dio, mai. Sembrava che lo stramaledetto cancro allo stomaco che da qualche mese lo aveva ghermito, in seguito alle cure chemioterapiche somministrate al St. Joseph di Houston, si fosse rimpiccolito. Tanto che sia Dio che gli altri componenti del suo attuale gruppo (gli Heaven and Hell, nient’altro che i Black Sabbath sotto mentite spoglie visto che Ozzy Osbourne non ha mai concesso ai membri del suo ex gruppo di potersi fregiare del loro vero nome) avevano considerato realistico suonare a Roma il primo luglio di quest’anno.
I biglietti per quella data sono ancora sul mio tavolo.
Qualche giorno prima della morte di Ronnie gli organizzatori avevano annullato l’evento affermando che Dio non era ancora in perfette condizioni. Poi…
In questo momento di autentico dolore mi aiuta pensare che forse il clamore mediatico che, strano a dirsi per un vecchio rocker sessantasettenne magari sconosciuto ai più, è esploso alla notizia della scomparsa di Dio potrebbe portare tanti giovani a scoprire i dischi degli Elf, dei Rainbow, dei Black Sabbath, degli Heaven and Hell e anche della sua band omonima, i Dio.
Ascoltare per la prima volta “On stage” dei Rainbow, ”Heaven and Hell” e “Mob Rules” dei Black Sabbath o il glorioso “Live from radio City Music Hall” degli Heaven and Hell! Se qualcuno dei nostri ragazzi, distolto per un attimo da Marco Carta o Giusy Ferrero, dovesse appassionarsi al genere, ai riff di Tony Iommi o Ritchie Blackmore o alla voce grandiosa di Ronnie James Dio, sono sicuro che potremmo di molto infittire la schiera dei cultori di Musica.
Perché l’hard rock è un ottimo viatico per arrivare a comprendere, poi, tutta la musica, anche quella più “difficile”.
Perché è musica autentica, suonata da gente vera.
E a qualsiasi appassionato, che non ascolti sdegnato solo Purcell o Monteverdi, voglio dire che troverà tra i solchi di queste opere rock la possibilità di capire in un attimo perché per tanta gente, in tutto il mondo, la perdita di Ronnie James Dio è fonte di grande dolore.
Ciao Ronnie,
Long Live Rock and Roll!