SPECIALE ALTA FEDELTÀ TUTTI I PARTICOLARI IN CRONACA

 

Mi sono sempre chiesto come dovesse apparire il nostro mondo a tutti coloro che non ne hanno sentito parlare che di striscio. In occasione del Top Audio & Video di Roma sono stato finalmente esaudito. Nella rubrica del Tg 2 “Costume e società” è stato inserito un bel servizio che, per l’appunto, descriveva la nostra comune passione. Il dato interessante è rilevare come, una tv generalista, ne parli ad un pubblico generalista…

La prima cosa che è stata messa in risalto è stato il costo, evidentemente giudicato assurdo, di molti degli apparecchi inquadrati. Trombe Avantgarde, giradischi Linn Sondek, amplificatori Mc Intosh, meccanica CD Metronome Kalista. È chiaro che per stupire chi assiste al reportage questo è sembrato un ottimo argomento. Cioè: cosa non si fa per ascoltare benissimo la musica. Certo sarebbe stato troppo lungo fare presente che quella è la punta dell’iceberg delle elettroniche audio, però, che so, un minidiffusore o un integratino lo potevano anche far vedere, no? E vabbé.

Poi, si è data la notizia ufficiale alla nazione che il digitale noi non ce lo filiamo di pezza. Nossignori, solo ed esclusivamente vinile, allora a cosa serve mostrare la Kalista e dire che si è al cospetto di un lettore di compact disc da 40.000 euro? E vabbé.

Infine, non so se lo sapevate già, casomai vi informa il Tg2, è praticamente vietato ascoltare musica se ad amplificare il segnale si usano dei transistor o dei fet, lo stato solido non vale niente, contano solo le valvole. E vabbé.

Capita sempre, ogni qualvolta mi sia capitato di leggere qualcosa che riguardi il nostro mondo su qualche settimanale di attualità e costume, che le “informazioni” siano velate da una certa dose di sarcasmo, oltre che di grassa ignoranza. Me ne dispiace in primo luogo per chi realizza questo genere di informazione. Già, quando mai potranno godere di una buona oretta di musica suonata come si conviene se l’approccio è così superficiale? È chiaro che ringrazio, in ogni caso, la Televisione Italiana di averlo comunque fatto un servizio, è sempre meglio parlare in termini riduttivi che ignorare completamente l’esistenza di una qualsiasi realtà. È qui però che mi sorgono i dubbi più atroci… Ma, non sarà che lo stesso grado di approssimazione viene riservato anche a tutto il resto delle umane faccende? Voglio dire, non sono un esperto di biciclette, o di pesca d’altura, e quindi quando guardo un servizio che me ne parla posso decidere di acculturarmi, anche minimamente, e di stare a sentire. E se mi dicono cose tipo: le vere biciclette sono in carbonio e costano dai diecimila euro in su, mi allontano immediatamente da un’attività che potrebbe anche interessarmi, hai visto mai. Sono un po’ troppo pignolo, me ne rendo conto. Però sarebbe stato tanto difficile chiedere una micro consulenza a uno qualsiasi dei giornalisti audio presenti alla manifestazione? Magari, oltre ad adempiere al sacrosanto dovere di cronaca (che anche svolto con superficialità, ribadisco, può servire a fare avvicinare qualcuno che trova interessante l’argomento - anche se dichiarare che un lettore di CD costa quarantamila eurozzi, forse più che altro spaventa) si sarebbe potuta fare anche dell’informazione corretta. E vabbé.

Viva la Musica.