Il Maestro Maurizio Pollini alla Scala di Milano il 26 febbraio

Considerato uno dei più grandi pianisti della nostra epoca, è particolarmente famoso per le sue interpretazioni di Beethoven, Chopin, Schubert, Schumann e della seconda scuola di Vienna (Schoenberg, Berg e Webern). Ha interpretato spesso anche compositori del periodo barocco (come Bach), classico (come Mozart), tardo-romantico (in particolare Brahms, il cui secondo concerto è un suo famoso cavallo di battaglia, e Liszt, specie la Sonata in si minore e i pezzi più sperimentali composti negli ultimi anni di vita). Agli esordi aveva mostrato un certo interesse anche verso la letteratura pianistica russa (soprattutto Prokofiev e Stravinsky), poi mano a mano venuto attenuandosi. Si è invece spesso cimentato nell’esecuzione di opere di autori contemporanei come Pierre Boulez, Luigi Nono e Karlheinz Stockhausen, e importanti composizioni di musica del nostro tempo sono state scritte espressamente per lui; fra le più note si possono ricordare …Sofferte onde serene… di Nono, Masse: omaggio a Edgard Varèse di Giacomo Manzoni e la quinta sonata di Salvatore Sciarrino. Pollini è noto per la sua tecnica sopraffina e l’assoluta padronanza dello strumento. Da questo punto di vista il “testo simbolo” con cui si è da sempre identificato sono gli Studi di Chopin, che testimoniano oltre ogni ragionevole dubbio quanto prodigiosa sia la sua tecnica. Nell’arco della sua carriera ha sempre prestato grande attenzione agli aspetti formali e d’insieme dei brani suonati, cercando di renderli con la massima chiarezza possibile, anche a discapito a volte della perfezione del suono e della ricercatezza timbrica. Pollini privilegia la forma sull’eleganza, pur possedendo un suono pieno che si è arricchito di calore col passare del tempo.

Facebook Comments

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: