SIDERALIS DEL ROBERTO OTTAVIANO QUARKTET CONQUISTA IL TOP JAZZ 2017


Il disco, prodotto da Gabriele Rampino per l’etichetta salentina Dodicilune, vince il prestigioso referendum della rivista Musica Jazz. Il sassofonista barese – affiancato in questo progetto da Alexander Hawkins, Michael Formanek e Gerry Hemingway – si piazza al terzo posto come musicista dell’anno dietro a Claudio Fasoli e Franco D’Andrea.

Grande soddisfazione in casa Dodicilune: Sideralis del quartetto guidato da Roberto Ottaviano è il disco dell’anno per Top Jazz, referendum indetto dalla rivista Musica Jazz. Il disco – prodotto dall’etichetta salentina guidata dal direttore artistico Gabriele Rampino e dal label manager Maurizio Bizzochetti e distribuito da Ird – propone dieci brani originali del sassofonista barese affiancato dal pianista inglese Alexander Hawkins e da una sezione ritmica tutta statunitense composta dal bassista Michael Formanek e dal batterista Gerry Hemingway. Ottaviano conquista, inoltre, il terzo posto come musicista italiano dell’anno alle spalle del sassofonista Claudio Fasoli e del pianista Franco D’Andrea. Musica Jazz è una delle riviste più longeve d’Italia che dal 1945 è fedele compagna degli appassionati di jazz e la più antica al mondo a essere ancora presente in edicola dopo Down Beat. «Questa vittoria è il risultato di sforzi editoriali importanti e di una programmazione declinata in oltre venti anni di attività. Questo premio suggella un percorso creativo eccezionale di Roberto Ottaviano, culminato con il viaggio stellare di questo lavoro», sottolinea Gabriele Rampino, direttore artistico della Dodicilune.

In Sideralis quattro giganti del jazz di impronta post-free e di matrice creativa si affrontano in un teatro dell’ipercosmo. Rotte e orbite siderali, linee spezzate, effetti onomatopeici, suoni acidi, idee sminuzzate, forme esplose: eppure tutto resta ripensabile in una struttura coerente e appagante. Un gioco sperimentale a tutta altezza, che cattura e accompagna l’ascoltatore in galassie inesplorate. Gli stop e i salti all’unisono, i temi frammentati, donano colore e dinamicità ai fraseggi. Il sassofono di Ottaviano è un cono di luce, una torcia che illumina la più oscura distensione, una guida affidabile. Tutto è inquadrato in una compostezza precaria, che pare cerchi nuovi spazi d’espressione. Non tracce compiute, ma esplorazioni sonore, un mondo in divenire alla ricerca del suo ispiratore, quel John Coltrane asceso alle stelle il 17 luglio del 1967. Sideralis è un manifesto di gratitudine a lui, tra i primi esploratori di quello spazio “siderale”. L’infinità della sua ricerca genera tuttora luce.

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