AlfaMusic presenta “Gregoriani & Spirituals” il nuovo album di Enrico Intra

Gregoriani, Spirituals, Gillo Dorfles: le nuove “visioni” musicali di Enrico Intra

Il nuovo progetto di Enrico Intra è in primo luogo un originale ponte musicale lanciato tra due musiche di impostazione modale e di natura  religiosa, nate a molti secoli di distanza e in differenti ambiti religiosi: il cattolico ed europeo canto gregoriano e il protestante e afroamericano spiritual. L’elaborazione del primo nell’ambito di una musica legata alla creazione estemporanea quale è il jazz, qui vissuto nelle sue propaggini più contemporanee, parte da lontano, da quando Enrico Intra si avvicinò a quel mondo realizzando per le Edizioni Paoline una serie di trascrizioni e originali rivisitazioni strumentali dei canti gregoriani che, a oltre trent’anni dalla loro uscita, sono ancora oggi veicolate con successo sui mercati dell’Europa del Nord. Il secondo fa parte di quegli archetipi della musica afroamericana, di quelle cellule linguistiche seminali di cui il Blues è la trave portante; Blues che il pianista e compositore milanese ha esplorato più volte e, in particolare, nel 1991 in un album con quel nome mentre nel 1970 aveva già inserito parti Gospel nella sua Messa d’Oggi. Con simili presupposti si comprende meglio il senso di questa operazione di assoluta originalità, nella quale la traduzione in inglese dei testi (o, meglio, dei loro significati) dei gregoriani scelti e l’esecuzione di una serie di noti Spirituals getta dei ponti straordinari tra due culture sicuramente diverse, ma così radicate nel nostro paesaggio sonoro da poter creare una comunicazione congiunta, forte e diretta, con gli ascoltatori. A questo contesto si aggiunge, come suggello finale, anche il canto religioso sardo portato da Gavino Murgia, a completare un quadro di religiosità  che,  in Intra, è sempre di natura laica. Ma l’album non é solo questo, e sarebbe già molto, perché il contesto si arricchisce di momenti decisamente profani, come i brani nel canonico piano trio o il solo di arpa per il dolcissimo Elena, una delle innumerevoli nipoti del Maestro. Profani, ma pervasi da quel senso di riflessione, di spiritualità e di essenzialità che contraddistingue l’intera opera, nella quale la ricerca sul suono e sul linguaggio  resta centrale e sorprendente. Prendiamo come esempio la voce di Joyce, autentica, profonda e commovente  nelle parti legate alla sua tradizione, sorprendente e del tutto nuova, inusuale, nel trattamento dei canti gregoriani, parte di un universo a lei estraneo, eppure affrontato in maniera così diretta, innocente, quasi timorosa da porsi al di fuori da ogni filologica riproposizione e diventare così interessante e nuovo. L’aspetto timbrico è assolutamente eccezionale anche per i molteplici organici scelti, in cui la presenza dell’arpa di Marcella Carboni è un segno di originalità e apre particolari orizzonti timbrici, arricchiti dall’uso di uno speciale carillon costruito dalla stessa musicista e anche, in un brano, posta a dialogare con la registrazione di uno dei citati gregoriani incisi per le Paoline. Un suggello particolare agli Spirituals lo offre invece la presenza dell’organo di Stefano Proietti, che conferisce un’impronta chiesastica necessaria al climax generale della musica, che trova negli interventi del piano trio un momento di discontinuità timbrica, ma  narrativamente coerente per la calma riflessività dell’insieme. Matteo Bortone e Stefano Tamborrino rappresentano la nouvelle vague del jazz italiano contemporaneo, hanno un pensiero musicale che predilige l’interplay e la costruzione collettiva che nascono da una forte personalità individuale. Insieme a Intra, seguendo anche la costruzione a cellule, non idiomatica bensì costruita intorno a formule ritmiche, melodiche e seriali che fungono da centro gravitazionale della musica, danno vita a un’altra declinazione dei trii del pianista, moderna e del tutto rispondente alle sue attuali esigenze espressive, chiaramente evidenziate dall’omaggio a Gillo Dorfles e dal curioso Gomme (in cui il pianoforte viene “preparato” con l’inserimento, nella parte grave,  di due gomme per cancellare). Alla fine, come spesso avviene nei progetti di Intra, la musica assume una configurazione lontana da quelle abituali, si colloca in un terreno che, parafrasando il suo volume Improvvisazione altra? può veramente definirsi “altro”, fuori dagli schemi e, perché no, persino visionario.

                                                                                                                                                 Maurizio Franco

 

Facebook Comments

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: