FEDELTA’ DEL SUONO #274 – 10/2018 – MARY HAD A LITTLE LAMB


EDITORIALE

 

MARY HAD A LITTLE LAMB

 

Somebody to Love

 

 

When the truth is found

To be lies

And all the joy

Within you dies

Don’t you want somebody to love

Don’t you need somebody to love

Wouldn’t you love somebody to love

You better find somebody to love, love

When the garden flowers

Baby, are dead, yes

And your mind, your mind

Is so full of red

Don’t you want somebody to love

Don’t you need somebody to love

Wouldn’t you love somebody to love

You better find somebody to love

Your eyes, I say your eyes

May look like his

Yeah, but in your head, baby

I’m afraid you don’t know where it is

Don’t you want somebody to love

Don’t you need somebody to love

Wouldn’t you love somebody to love

You better find somebody to love

Tears are running

They’re all running down your dress

And your friends, baby

They treat you like a guest

Don’t you want somebody to love

Don’t you need somebody to love

Wouldn’t you love somebody to love

You better find somebody to love

 

 

Album: Surrealistic Pillow

Artista: Jefferson Airplane

 

 

Il 27 settembre Marty Balin è passato oltre…

Oltre a questa vita, oltre ai suoi desideri, oltre a quello che avrebbe voluto e potuto fare ma ci ha lasciato molto ed è per questo che è giusto ricordarlo con una delle canzoni più note del suo gruppo, quei Jefferson Airplane che seppero incarnare il sogno di una generazione e di una nazione.

Loro li chiamavano i sixties, noi li chiamiamo “i favolosi anni sessanta” ma quello che è certo è che hanno cambiato la storia della nostra esistenza.

In meglio? In peggio?

Non lo so e non sta a me giudicarlo ma, come ogni rivoluzione che si rispetti, il mondo che c’era prima è cambiato.

 

Più avanti, rispondendo a dei lettori, ho utilizzato una fotografia che meglio di tante parole ha rappresentato la rivoluzione violenta e sanguinaria che dei giovani tentarono di imporre in Italia. Quel sessantotto che da noi in Italia ha generato violenza, sangue e morti, lasciando ferite ancora oggi non rimarginate.

Da noi a metà degli anni sessanta si sparava ad alzo zero per le strade di Milano mentre a San Francisco Balin riuniva i suoi musicisti insieme a Janis Joplin, David Crosby, Grace Slick, Jerry Garcia e molti altri immaginando che una chitarra, una voce e non una pistola potessero realmente cambiare il mondo…

Lui il mondo voleva cambiarlo realmente, ma senza rinnegare le sue origini, senza dimenticare il folk ma anzi abbracciando il fenomeno rock e reinterpretandolo in una chiave tutta nuova.

I veri sognatori fanno così: hanno un obiettivo in mente e lo perseguono a qualsiasi costo senza rinnegarlo mai, certi, come sono, che i loro sogni e i loro desideri potranno realizzarsi, specialmente quelli espressi su una stella…

Whatever happened to wishes wished on a star?

 

Ognuno di noi ha dei desideri. Ognuno di noi ha dei sogni… che purtroppo ci dimentichiamo di sognare fino in fondo, probabilmente per la paura di fallire che ci spinge a tirare il freno a mano, a non osare.

Lorenzo Zen nel suo editoriale di questo mese cita Thomas Alva Edison che, a proposito di sogni e paure, ebbe a dire di sé: “Io non ho fallito 5.000 esperimenti. Ho avuto successo 5.000 volte, gli insuccessi mi hanno insegnato che quei materiali non funzionavano”.

Edison è stato colui che, inseguendo un sogno, ci ha regalato un’emozione infinita: l’ascolto della musica riprodotta.

Tutto nasce da quell’uomo e da quella sua strana invenzione: il fonografo.

Era il 1877 e la leggenda vuole che Edison come prima incisione utilizzò una filastrocca musicata: “Mary had a little lamb”.

Non incise su quel rotolo di ottone un discorso da lasciare ai posteri ma incise la prima canzone della storia dell’umanità, aprendo la strada a questa nostra grande passione.

 

Eppure, leggendo ciò che scrive Lorenzo e ciò che ci ha scritto Mario Murace (sempre nella rubrica Lettere al Direttore di questo mese N.d.R.) si evince che quello che Thomas Alva Edison voleva realizzare non era la perfezione tecnica di un oggetto che registrasse e riproducesse la realtà in modo più reale del Vero, ma un oggetto che fosse in grado di “fermare il tempo”, di bloccare quell’attimo di un’emozione e consentire di riviverla più e più volte.

A quanti di voi sarà capitato di ritrovarsi tra le mani un vecchio nastro inciso con il Geloso da bambino e di risentirlo per capire cosa ci fosse registrato… spingi il tasto verde per attivare la riproduzione e immediatamente sei catapultato indietro negli anni, ti riascolti, senti la tua voce e quella dei tuoi familiari…

Quella incisione non è perfetta. Non potrebbe esserlo né voleva esserlo ma è EMOZIONANTE.

Apre di colpo un ponte temporale verso uno spazio e un luogo che non esiste più se non dentro di noi.

Le nostre orecchie captano dei suoni, sentono ma il nostro cervello ascolta e decodifica amplificando il tutto.

 

Che cosa voglio dirvi con tutto questo pistolotto?

Beh, voglio dirvi che alcuni di voi che girano per gli stand delle fiere discutendo di come suonava questo o quel componente, di questo o quell’impianto, MI FANNO COMPASSIONE.

Provo una grande PENA per voi che avete perso la capacità di emozionarvi non per un oggetto ma per la MUSICA.

Questo hobby è bellissimo ma è drammaticamente INUTILE e STERILE se non è accompagnato dalla passione per la musica, per i concerti, per quella musica DAL VIVO che noi proviamo a fermare e riprodurre PER SEMPRE attraverso i nostri impianti.

Smettetela di pensare che l’Hi-Fi sia legata ad una oggettività misurabile legata al singolo componente Hi-Fi.

L’Hi-Fi come alcune riviste ve l’hanno venduta NON ESISTE!

Ha ragione Lorenzo Zen, come ha ragione Mario Marcello Murace: l’ascolto è influenzato IN VIA QUASI ESCLUSIVA dall’ascoltatore!

Siamo noi la componente principale del nostro impianto!

 

Se solo riuscissimo a comprendere questo semplice ma primitivo concetto, capiremmo allora che LE MISURE NON SOLO NON CONTANO UNA BEATA… MA SONO STATE E SONO IL PIÙ GRANDE INGANNO PERPETRATO NEI VOSTRI E NOSTRI CONFRONTI!

 

A me non me ne frega nulla delle misure delle mie Sonus faber Olympica 3… non solo non le ho guardate ma non mi sono interessate quando le ho acquistate.

Le Olympica mi piacevano come suonavano, mi piacevano e mi piacciono da matti inserite nel mio salotto e le ho acquistate.

PUNTO.

 

Che cosa mi ha spinto quindi ad acquistarle?

IL FATTO CHE MI PIACESSERO COME SUONAVANO!

L’EMOZIONE CHE MI DAVANO!

PUNTO.

 

Credo che se tutti noi tornassimo a mettere al centro di tutto le nostre emozioni e non le seghe mentali che ci hanno indotto a credere VERE anni e anni di pessimo pseudo-giornalismo marchettaro, ci accorgeremmo che i valzer o gli ascolti guidati non sono altro che l’ennesimo e ultimo tentativo di spacciare per vera una realtà che non esiste: l’unica vera realtà è l’emozione che proviamo ascoltando la musica.

E chi se ne frega se tizio o caio ci dicono che il nostro ampli è meno rigoroso di quello che loro ci dicono di avere avuto in prova… a noi deve solo interessarci se CI PIACE OPPURE NO!

 

È la nostra PERCEZIONE DELL’EVENTO SONORO l’unica guida che ci deve indicare la via.

Il resto sono solo fenomeni da baraccone che in altri tempi e in altri luoghi sarebbero stati gettati nella pece e coperti di piume…

 

Scrivetemi pure, come sempre, senza remore a

 

abassanelli@fedeltadelsuono.net

 

Buona musica e avanti tutta!

 


 

SOMMARIO

 

EDITORIALE

Mary had a little lamb

di Andrea Bassanelli

 

IN COPERTINA

Paul McCartney

Allegro non troppo

di Mauro Bragagna

 

IL CAPPELLO A CILINDRO

Lettere al Direttore

di Andrea Bassanelli

 

Reportage

Gryphon Audio

di Alberto Guerrini

 

IL REGNO DEGLI ASCOLTI

Giradischi a trazione diretta

Technics SL-1200G

Il fossile (ben) suonante

di Gabriele Brilli

 

Network Receiver e Player

Yamaha R-N803D e NP-S303

Chiedi e ti sarà dato

di Roberto Pezzanera

 

Diffusori da pavimento

Monitor Audio Bronze 5

Faccia di bronzo

di Dimitri Santini

 

Preamplificatore

ΦAudio Pre-Hybrid

Non di sole valvole vive l’audiofilo…

di Gabriele Brilli

 

Amplificatore per cuffie

Ci AUDIO VHP-2

Il piccolo (im)pertinente

di Gabriele Brilli

 

I DECALOGHI

di Lorenzo Zen

 

HI-END MAGAZINE®

Sistema completo: diffusori, sorgente digitale Streamer, amplificatore integrato

Falcon Acoustics Ls3/5A Bookshelf

Lumin D2

Sugden A21 SE Signature

Miti del passato e malizia moderna

di Alberto Guerrini

 

Diffusori bookshelf

Dynaudio Excite X18

La precisione comincia dal basso

di Alberto Guerrini

 

IL CLUB BLU PRESS

Accessori – Modulo Iscrizione e Abbonamenti

 

LA BACCHETTA MAGICA

FDS MUSICA a cura della Redazione

NOTIZIE DAL MONDO DELLA MUSICA a cura di Giada Ventura

DISCO DEL MESE di Mauro Bragagna

JAZZ DISCHI di Francesco Peluso

ROCK E I SUOI FRATELLI AUDIOFILI di Mauro Bragagna

APPUNTAMENTI D’ASCOLTO a cura di Giada Ventura

DEUS EX AUDIO a cura di Paolo Lippe

 

ANNUNCI COMPRO/VENDO

a cura della Redazione

 

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