4 febbraio Aosta, Aeham Ahmad

4 febbraio Aosta, Aeham Ahmad

Torna in Italia Aeham Ahmad, il pianista di Yarmouk, divenuto famoso per i “concerti” tra le macerie del campo profughi palestinese alla porte di Aleppo.

Classe ’89, Pianista. Lavora nel negozio di strumenti musicali di suo padre, violinista non vedente. Porta il suo pianoforte in strada con un carretto e canta per la gente stremata dall’assedio delle truppe di Assad, dai jihaidisti, dai bombardamenti e dalla fame. Aeham Ahmad diventa “il pianista di Yarmuk . I video che lo ritraggono suonare sui cumuli di macerie fanno il giro del mondo e tutto il mondo conosce la sua storia. Ma il giorno del suo compleanno arrivano i miliziani dell’ISIS e bruciano il suo pianoforte, in quanto non “haram”. A quel punto Aeham decide che è giunta l’ora di partire e percorre le migliaia di chilometri che separano Damasco da Berlino a piedi, su bagnarole di fortuna, autobus devastati, solo con uno zaino in spalla e la miseria a tracolla. In Germania trova rifugio in un vecchio motel abbandonato, dove c’è un pianoforte. Ricomincia a fare ciò che faceva a Yarmuk, suona e canta per i bambini sballottati dall’esilio. Riprende a suonare, inizia a fare concerti e riceve un premio per il suo impegno a favore dei diritti umani. Realizza anche un disco (che uscirà a breve), incontra Angela Merkel, Martha Argerich, conquista il premio Beethoven. I giornali internazionali fanno a gara per intervistarlo.

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